Come funziona l'algoritmo di Instagram? Non ce n'è uno, ce ne sono quattro.

Instagram non ha un algoritmo, ne ha quattro diversi: feed, storie, Esplora e Reel. Ognuno prevede azioni differenti, ed è per questo che un account può andare bene su uno e male sull'altro.

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Il punto di partenza

Non c'è un algoritmo: ce ne sono quattro

Instagram lo ha spiegato da sola, in un testo firmato da Adam Mosseri il 31 maggio 2023, e quella spiegazione resta il riferimento. Non esiste un unico algoritmo che decide cosa vedi: esiste un sistema di ranking diverso per il feed, per le storie, per Esplora e per i Reel.

Ognuno prevede un'azione diversa. Il feed prova a indovinare se ti fermerai qualche secondo, se commenterai, metterai like, condividerai o toccherai la foto del profilo. Le storie, se entrerai e risponderai. Esplora e i Reel, se salverai, condividerai o guarderai fino in fondo contenuti di account che non segui.

Da qui nasce una delle confusioni più comuni: un account può andare bene nelle storie e male in Esplora, o il contrario, perché non sta gareggiando nello stesso posto. Quando qualcuno dice che l'algoritmo lo ha affossato, quasi sempre lo ha fatto uno dei quattro.

I segnali

Cosa misura ogni superficie, con le parole di Instagram

Il feed. I segnali, più o meno in ordine di importanza: la tua attività (i post a cui hai messo like, che hai condiviso, salvato o commentato), le informazioni sul post (quante persone gli hanno messo like e con che rapidità le persone mettono like, commentano, condividono e salvano) e le informazioni su chi pubblica (quante volte le persone hanno interagito con quella persona nelle ultime settimane).

Le storie. Sono ordinate in base alla cronologia di visualizzazione (quanto spesso guardi le storie di un account), alla cronologia di interazione (quanto spesso ci interagisci, per esempio con un like o un messaggio) e alla vicinanza (il tuo rapporto complessivo con chi pubblica e quanto è probabile che siate amici o familiari).

Esplora. È quasi tutto gente che non segui, quindi comandano le informazioni sul post: quante persone e con che rapidità stanno mettendo like, commentando, condividendo e salvando. Poi viene la tua attività, poi la tua cronologia con chi pubblica, poi le informazioni su quell'account.

I Reel. Prima la tua attività (quali Reel hai messo tra i preferiti, salvato, ricondiviso, commentato), poi la tua cronologia con chi pubblica, poi le informazioni sul Reel (la traccia audio o le immagini del video, oltre alla popolarità) e infine le informazioni sull'account, come il numero di follower o il livello di engagement.

La lettura utile

Nel feed e nelle storie pesa il tuo rapporto con chi pubblica. In Esplora e nei Reel pesa come reagiscono le persone nei primi minuti. Sono due giochi diversi e si vincono in modi diversi.

Il percorso

Come viaggia un post: prima il test piccolo

Un post nuovo non viene mostrato a tutti i tuoi follower insieme. Viene mostrato prima a una parte, e quello che fa quella parte decide se il cerchio si allarga.

Se quella prima fetta si ferma, salva o condivide, il post passa a più gente. Se la maggioranza scorre oltre, resta dov'è. Non c'è punizione né blocco: semplicemente non c'è motivo di mostrarlo ancora.

Questo spiega perché la prima ora conta così tanto, e anche perché un pubblico gonfiato di account falsi fa danni veri. Se la fetta di test è piena di account che non aprono l'app, il post viene bocciato a un esame che nessuno ha sostenuto.

Cosa pesa di più

I segnali che pesano di più nel 2026

Il tempo di visualizzazione. Nel video, quanta parte di un Reel viene guardata prima che la persona scorra. È il segnale che comanda sulla superficie che oggi distribuisce più copertura.

Gli invii. Condividere in messaggio privato pesa più di un like, perché è l'azione che costa più fatica e quella che indica più chiaramente che il contenuto serve a qualcun altro.

I like. Continuano a contare, soprattutto per la velocità: non solo quanti, ma con che rapidità arrivano.

L'originale. I contenuti propri viaggiano più lontano di quelli riciclati. Instagram ha detto esplicitamente che privilegia l'originale rispetto al riutilizzato senza aggiungere nulla, e questo cambia i conti a chi vive di riconfezionare il lavoro degli altri.

I miti

Cosa non fa l'algoritmo

Non punisce chi modifica la didascalia. Non esiste alcuna penalizzazione per correggere un refuso o cambiare un hashtag dopo aver pubblicato.

Non punisce chi usa molti hashtag. Oggi gli hashtag servono a descrivere l'argomento, non a distribuire copertura. Metterne trenta non aiuta, ma non affonda nemmeno il post.

Lo shadowban non è un interruttore. Quello che esiste sono contenuti che non vengono più consigliati a chi non ti segue perché non rispettano le linee guida sui consigli, e si può controllare nello stato dell'account dentro l'app.

Non distribuisce copertura in base a quanto spendi in pubblicità. Pagare inserzioni non migliora il ranking organico dei tuoi post, e non pagarle non lo peggiora.

La pratica

Lavorarci insieme senza rincorrere trucchi

Nessuno di questi segnali si inganna a lungo, ma tutti si possono alimentare in modo onesto.

  1. Pubblica per un pubblico preciso

    I segnali si misurano su chi ti segue. Un pubblico definito reagisce; un pubblico generico non reagisce a niente.

  2. Fai contenuti che viene voglia di inviare

    Se qualcuno può mandarlo a una persona precisa, hai il segnale che pesa di più. Una lista utile, un dato che sorprende, qualcosa che serve a un amico.

  3. Cura i primi secondi del video

    Il tempo di visualizzazione si vince o si perde all'inizio. Un video che ci mette dieci secondi a partire ha già perso metà delle persone.

  4. Sii costante con i giorni

    Il test piccolo funziona meglio quando il tuo pubblico è abituato a vederti. Due post a settimana per tre mesi valgono più di venti in una settimana.

  5. Pulisci il pubblico

    Gli account falsi o inattivi finiscono nel gruppo di test e non reagiscono. È l'unico segnale che migliori senza scrivere nulla di nuovo.

  6. Guarda lo stato dell'account prima di trarre conclusioni

    Se qualcosa di tuo non viene consigliato, l'app te lo dice lì. È il primo posto dove guardare, prima di qualsiasi teoria.

Domande frequenti

Esiste un solo algoritmo di Instagram?

No. La spiegazione di Instagram stessa, firmata da Adam Mosseri il 31 maggio 2023, descrive un sistema di ranking diverso per il feed, le storie, Esplora e i Reel, e ognuno prevede azioni differenti. Per questo un account può funzionare bene su una superficie e male su un'altra.

Perché i miei post arrivano a meno persone di prima?

Quasi sempre per uno di tre motivi: la prima fetta di test reagisce meno, hai cambiato formato passando a uno che il tuo pubblico non consuma, oppure il tuo pubblico è cresciuto con account che non aprono l'app. Tutti e tre si vedono negli Insights prima di qualsiasi teoria sull'algoritmo.

Gli hashtag servono ancora a qualcosa?

Servono a descrivere di cosa parla il post, non a distribuire copertura. Sceglierli bene aiuta Instagram a capire l'argomento; metterne a valanga non fa nulla. Nessuna quantità di hashtag penalizza un post.

Modificare un post dopo averlo pubblicato riduce la copertura?

No. Non esiste alcuna penalizzazione per modificare la didascalia, correggere un refuso o cambiare gli hashtag dopo la pubblicazione. È uno dei miti più ripetuti e non è sostenuto da nulla di quanto Instagram abbia detto.

Quale segnale pesa di più nel 2026?

Nel video il tempo di visualizzazione, perché decide se un Reel continua a essere mostrato. Poi gli invii in messaggio privato, che sono il segnale più costoso da ottenere e il più chiaro sul fatto che un contenuto serve a qualcuno. I like contano ancora, soprattutto per la velocità con cui arrivano.

L'algoritmo favorisce chi paga pubblicità?

No. Il ranking organico e le inserzioni sono sistemi separati: pagare pubblicità non migliora la posizione organica dei tuoi post e non pagarla non la peggiora. Quello che fa la pubblicità è mettere il tuo contenuto davanti a persone che non raggiungeresti, che è un'altra cosa.

Come faccio a sapere se Instagram non sta consigliando i miei contenuti?

Dentro l'app, nello stato dell'account. Lì Instagram indica se qualcosa di tuo non viene più consigliato a chi non ti segue perché non rispetta le linee guida sui consigli, e di quale post si tratta. È l'unico posto in cui si può verificare davvero.

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